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La democrazia urbana come antidoto all’alienazione sociale e al degrado, motore di un nuovo modello di crescita delle città

di Sabrina Giannoccaro

Vi sono luoghi che, per il tempo, le necessità, intime e meno intime, le abitudini del vivere quotidiano e per tante altre ragioni ancora, vengono definiti “LUOGHI D’IDENTITA” . Nelle città, nelle campagne, lungo il litorale, ovunque ci muoviamo sul nostro territorio, possiamo riconoscere i luoghi dell’appartenenza, legati a processi affettivi e alla memoria storica dell’intera collettività. Uno degli esempi più emblematici del concetto di luogo d’identità, sono “Le case bianche” sulla strada che va da Savelletri al Capitolo, ma potrei elencarne innumerevoli.

Le trasformazioni che sta “subendo”il nostro territorio e le modalità con cui questo sta avvenendo, avrà come conseguenza la perdita, non solo dell’identità dei luoghi, ma ancor più grave da un punto di vista antropologico, la perdita della nostra identità e senso dell’appartenenza.

Essere cittadini significa onorare la propria terra, difenderla, preservarla, custodirla e questo lo si può fare solo avendo un atteggiamento costruttivo, partecipativo e collettivo. La “Democrazia Urbana” è uno strumento che dobbiamo adottare ed auspicarci che diventi una consuetudine. Dobbiamo imparare a considerare il nostro territorio come una risorsa preziosa, ribadisco, non personale ma collettiva, di cui ognuno di noi è responsabile, nel bene e nel male. Non dobbiamo mai rinunciare ai nostri diritti, ma essere al contempo, impegnati in prima persona ad assolvere i nostri doveri di cittadini onesti e pretendere onestà da chi ci governa, quindi considerare la “partecipazione attiva” una delle forme più democratiche per il “controllo” nella trasformazione del territorio.

Difendere i luoghi d’identità equivale a difendere la nostra identità di cittadini.