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Considerazioni sul secondo tavolo partecipato del 13 Febbraio 2014 per la definizione della bozza del Piano Comunale delle Coste

L’insieme dei luoghi frequentati abitualmente dall’individuo e dal gruppo al quale appartiene costituiscono quello che i geografi chiamano “spazio vissuto”,

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La caletta di Porto Marzano Piccolo – Monopoli (BA)

espressione che indica la territorialità umana, l’ecologia insediativa dell’uomo, l’ambiente di vita connotato da elementi come il senso di appartenenza, l’emotività, la storia personale e familiare, le vicende collettive della comunità.

Alla percezione dello spazio vissuto contribuiscono non solo le esperienze affrontate in prima persona, ma anche letture e narrazioni familiari che portano all’elaborazione mentale del senso del luogo.

Il messaggio politico di quanto l’amministrazione monopolitana si appresterebbe a dare attraverso le sterili indicazioni suggerite ai progettisti del PCC, per normare e supportare esclusivamente l’uso degli stabilimenti balneari non corrisponde ne a questa percezione dello spazio rappresentata al tavolo “tecnico” da associazioni, movimenti e comitati, che attraverso i propri suggerimenti ambiscono al raggiungimento di obbiettivi con un più ampio respiro strategico, ne alle esigenze degli stessi concessionari balneari.

Si vorrebbe far credere che “un piano deve esprimere e tradurre ciò che la sola normativa richiama” ovvero “può intervenire sulla sola fascia demaniale”. Basterebbero pochi riferimenti alla letteratura urbanistica contemporanea e quindi agli strumenti con visione più precisamente territorialista per contribuire, in questo importante momento di partecipazione, a far spostare la lancetta dello sviluppo territoriale su un segno positivo. Le normative in generale e quelle urbanistiche in particolare, fondamentalmente cercano di dettare regole e procedure per la definizione di programmi di sviluppo urbano ed economico territoriali che esprimono culturalmente quanto una comunità è in grado di produrre  in un determinato periodo storico. Quelle stesse procedure e strumenti, evidentemente non più rispondenti alle necessità di una comunità, poichè non più efficaci al raggiungimento degli obbiettivi, che siano al tempo stesso di tutela e sviluppo sostenibile del bene comune, è giunto il momento di cambiarle e cambiare quadro di riferimento. La risposta a queste questioni è tutta contenuta nell’azione della Commissione Europea sul Paesaggio ed all’adozione della Convenzione Europea del Paesaggio che dal 19 Luglio 2000  si pone gli obbiettivi di promuovere la democrazia, i diritti dell’uomo, la preminenza del diritto, nonché di ricercare delle soluzioni comuni ai grandi problemi di società. Nello sviluppare una nuova cultura del territorio, perseguendo la promozione della qualità di vita e del benessere delle popolazioni.

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Giancarlo Bellantuono  – Monopoli – L’Urlo dell’ulivo

Da queste parti il grido d’allarme, sempre più acuto, è in particolare rivolto all’eccessivo consumo di suolo, alla salvaguardia dei beni comuni, al libero accesso alle spiagge, al dissesto idrogeologico, al diritto alla città e quindi alla partecipazione attiva delle trasformazioni e sviluppo degli insediamenti urbani.

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Tutto ciò viene si accolto dall’attuale amministrazione monopolitana e produce l’invito alla partecipazione della cittadinanza attiva, ma quest’atto di apertura, già un dovere di procedura dettato dalla convenzione europea sul paesaggio, vorremmo che significhi realmente condivisione. Pensiamo realmente al Piano Comunale delle Coste come opportunità di sviluppo, quello sostenibile, che risponde cioè alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie, evitando il corporativismo e pensando alla salvaguardia non come momento di individuazione di azioni vincolistiche sterili portate al tavolo da “ambientalisti” incapaci ed ignari di cosa significhi portare avanti politiche di sviluppo. Si è parlato tanto del successo di presenze turistiche che hanno interessato l’intero territorio comunale negli ultimi due anni ma non ci è parso  ancora di capire che si vuole imboccare la strada della conferma se non dell’incremento di tali numeri.  Il fatto stesso che il Comune di Monopoli proprio in questi giorni sia assente dalla BIT di Milano (Borsa Internazionale del Turismo) dove invece primeggiano e si confermano con grande successo i comuni limitrofi assieme a tutta la Regione Puglia rimarca il fallimento dei nostri amministratori. Destagionalizzare, caratterizzare, contestualizzare, preservare, valorizzare, anche attraverso la creazione di itinerari narrativi ed enogastronomici della terra e del mare al tempo stesso, con la creazione di marchi DOP(denominazione di origine protetta), IGT(indicazione geografica protetta), SGT (specialità tradizionale garantita) lavorando contestualmente sulla qualità dei servizi offerti (Bike sharing, spiagge libere attrezzate, ecc), quella che in sostanza il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale già definisce “Valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri”…..

Se oggi possiamo parlare di paesaggio rurale pugliese nelle sue multiformi espressioni è perché la società contemporanea richiede il paesaggio, lo “vede” nelle forme trasformate della Terra. Il turismo culturale legge nei segni del lavoro umano, il paesaggio umano. Tutto ciò  richiede il concorso attivo delle energie istituzionali, economiche, sociali e culturali più innovative che puntano sulla tutela e valorizzazione delle straordinarie qualità del territorio pugliese e delle sue “genti vive”, per dirla alla Magnaghi(coordinatore scientifico del PPTR) per produrre un modello di sviluppo della regione di carattere endogeno, autosostenibile capace di produrre ricchezza durevole. Questo il “paesaggio culturale” su cui fondare un piano e a cui ambiscono le associazioni di cittadini accreditate al tavolo partecipato.

Giambattista Giannoccaro

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Chicco Saponaro – Gozzo

Di seguito il testo del documento prodotto, condiviso e protocollato per il tavolo tecnico del 13.02.2014 con le osservazioni, proposte e domande sul Piano Comunale delle Coste dal gruppo di lavoro congiunto:

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Sappiamo che il Piano Comunale delle Coste costituisce lo strumento per la tutela e la gestione delle aree costiere, specificamente per quanto riguarda quelle demaniali.

Allo stesso tempo, la redazione del PCC rappresenta un’occasione irripetibile per la salvaguardia e la valorizzazione dei contesti ambientali e paesaggistici legati ad una fascia di territorio che, partendo dalla linea di costa, si estende verso l’interno ben oltre i 300 metri individuati nella bozza di Piano finora presentata.

Il Piano Regionale delle Coste attribuisce rilevanza giuridica ai Piani Comunali esclusivamente per le funzioni di gestione del demanio marittimo; ma il PUG del Comune di Monopoli (art. 9.17 delle previsioni strutturali) demanda allo stesso Piano l’ulteriore compito di disciplinare l’uso e la gestione dell’area litoranea e dell’area annessa alla costa.

Riteniamo che in questa ulteriore attività di previsione attribuita al PCC, risieda una possibilità unica in cui compiere un ulteriore sforzo finalizzato alla tutela di quelle risorse ambientali che, viceversa, rischiano di restare compromesse dalle trasformazioni, a volte irreversibili, che vengono continuamente operate sul territorio.

Per la stima della sensibilità ambientale, ad esempio, si potrebbe riconoscere l’approccio del PRC, da cui si evince come la sensibilità non sia da valutare solo in funzione della situazione esistente nella fascia demaniale, ma anche di una profonda porzione del territorio a monte.

Si potrebbero, ancora, riconoscere le valenze culturali e paesaggistiche individuate nel PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale), anticipando ed integrando il recepimento degli indirizzi ivi contenuti, ancor prima che lo stesso divenga vigente anche per il Comune di Monopoli.

Inoltre, prendendo spunto anche dall’art 8.13 delle NTA del Piano Regionale delle Coste:

Art. 8.13 – Aree di rilevante pregio naturalistico ed ambientale

Il PCC definisce le aree da tutelare e valorizzare per il loro pregio naturalistico e ambientale, anche con riferimento a quelle dei sistemi dunali e quelle classificate ad elevata criticità e ad elevata sensibilità per le quali non è ipotizzabile una riqualificazione.

Tali aree sono riservate alla conservazione dell’habitat originario residuo, o in corso di ripristino, della spiaggia, con finalità di osservazione scientifica e didattica e di diversificazione dell’attuale paesaggio costiero.

Gli interventi di salvaguardia e di valorizzazione ambientale, da definire nel PCC, devono assecondare la ricostruzione delle peculiari caratteristiche naturali, quali i cordoni dunali e la vegetazione litoranea, e proporre forme di gestione territoriale anche affidate a cooperative o associazioni con comprovata esperienza nel settore. In tali aree è assolutamente vietato ogni intervento edilizio;

si potrebbe prevedere un’ulteriore fase di ricognizione lungo il territorio costiero, che consideri le peculiarità e l’assoluta unicità di alcuni sistemi ambientali presenti lungo la costa monopolitana, al fine di individuare alcuni contesti in cui salvaguardare la preziosa integrità naturalistica ancora esistente.

Ad esempio, nel Piano si potrebbe prevedere la realizzazione del progetto “Oasi blu”, nella zona nord, e di un progetto di “Parco costiero”, lungo le scogliere della zona sud.

Si tratta, in sostanza, di riconoscere l’unicità delle risorse naturali del nostro territorio, investendo sulla loro tutela e facendone l’asse portante per la promozione di un modello di sviluppo turistico ed economico compiutamente sostenibile.

Riteniamo, infatti, sia indispensabile maturare e promuovere una sensibilità ambientale che aiuti amministratori e cittadini a comprendere come il nostro territorio non rappresenti solo una risorsa da “sfruttare”, ma anche e soprattutto una risorsa da preservare e tutelare in quanto vera e duratura ricchezza; ricchezza competitiva che possiamo strategicamente “vendere”, ora e in futuro.

OSSERVAZIONI E PROPOSTE

Dall’esame della Tav.3 e dei documenti contenuti nella bozza, a nostro avviso, la redazione del PCC sta procedendo senza che vengano realmente considerate le valenze e le problematiche connesse al territorio retrostante la sottile fascia demaniale; e ciò rischia di costituire un serio pericolo per l’impatto che potrebbe risultarne, sia sulla esigua zona costiera, sia sui preziosi contesti ambientali, paesaggistici e culturali che caratterizzano il nostro territorio.

In particolare, nel tratto di costa a nord dell’abitato, andrebbe evidenziato il degrado che si è determinato a causa di una serie di interventi antropici (depuratore, cantieri navali, depositi, etc.), analizzando e proponendo le misure opportune per la rimozione del degrado ed il recupero della valenza ambientale originaria.

Parallelamente, nel tratto di costa a sud, che presenta aree particolarmente significative con un contesto ambientale e paesaggistico essenzialmente integro, sarebbe opportuno mettere in evidenza tale valenza, introducendo tutte le misure opportune per il suo mantenimento.

In altri termini, il territorio a ridosso della fascia demaniale, soprattutto laddove conserva a pieno la sua valenza ambientale, ma anche laddove questa sia stata in qualche misura negata dagli interventi realizzati negli ultimi decenni, andrebbe preso seriamente in esame nel Piano;

  • sia perché, essendo già stato preso in esame ai fini della classificazione della sensibilità ambientale, sarebbe incongruente recepire quei livelli di sensibilità, ma poi non tenere nel debito riguardo proprio quel territorio, più ampio, che ha contribuito a classificare quella stessa porzione di territorio in quel modo;
  • sia perché, considerato il valore di programmazione che il Piano assume, sarebbe opportuno contenesse delle valutazioni e delle indicazioni, non tanto perché possa introdurre da subito azioni di tutela o riqualificazione, ma perché possa stimolare e richiamare l’amministrazione attuale e quelle future ad intervenire per il recupero dei tratti di costa compromessi. Diversamente, significherebbe sancirne un uso di tipo produttivo o improprio, decretandone in maniera definitiva il degrado e la irrecuperabilità.

Sarebbe auspicabile, inoltre, anche nel caso in cui il Piano non venga sottoposto a VAS (Valutazione Ambientale Strategica), introdurre comunque delle misure di monitoraggio, al fine di poter seguire le dinamiche che si vanno sviluppando sul territorio (individuando, ad esempio, i casi in cui si sta producendo una pressione antropica non preventivata, o quelli in cui le fasce contigue cominciano ad essere utilizzate per usi non previsti nel piano) e poter individuare tempestivamente le opportune misure correttive di mitigazione.

Inoltre, ci sembra che nella Bozza di Piano non siano state affrontate valutazioni sulla pressione antropica e ambientale che le varie scelte progettuali possono generare. Nel rapporto preliminare di verifica, che non risulta essere presente fra gli elaborati pubblicati sul sito web del Comune di Monopoli, devono essere individuati, descritti e valutati gli impatti significativi che l’attuazione del piano potrebbe avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative di piano. Il rapporto preliminare di verifica dovrà dare atto degli esiti della consultazione preliminare e dovrà evidenziare il modo in cui saranno presi in considerazione i contributi.

Dalla stessa Tav.3, infine, risulta anche come sia stata prevista una ridottissima superficie destinata a verde pubblico (Aree di supporto ai contesti della trasformazione per servizi di nuovo impianto).

DOMANDE

Al fine di poter contribuire in maniera significativa a costruire il percorso progettuale e le scelte che si andranno ad operare, chiediamo che sia precisamente spiegato:

  • Se è stata avviata la procedura di verifica di assoggettabilità a VAS.
  • Se è in fase di redazione ed è disponibile il rapporto preliminare di verifica, che è parte integrante del Piano con l’elenco di tutti i soggetti interessati alla consultazione.
  • Se e in che modo si intende tenere conto dei contributi acquisiti in fase di consultazione.
  • Quali situazioni sono state individuate nel rapporto preliminare di verifica al fine di valutare gli impatti significativi che l’attuazione del Piano potrebbe avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative di piano.

Dall’esame dell’ipotesi di zonizzazione dell’area annessa alla costa (Tav.3 e Art.11 delle Norme Tecniche di Attuazione), risulta come in tali aree sia possibile realizzare tutta una serie di strutture e attività a supporto delle attività turistico-ricreative e/o balneari, nonché (nelle cosiddette aree a verde attrezzatoimpianti per lo sport in genere, strutture per intrattenimento e servizi per attività balneari.A nostro avviso, sussiste il rischio che tali attività, in aree apparentemente innocue, possano tradursi in forti criticità ed incidere pesantemente sulla salvaguardia e sulla qualità finanche della stessa area demaniale.

A tale proposito, chiediamo:

  • Se sono state effettuate stime e simulazioni della pressione antropica ed ambientale che tali attività (che potrebbero presentarsi anche in maniera massiccia sulle aree in oggetto) produrrebbero sulle stesse aree e – direttamente e/o indirettamente – sulla stessa zona demaniale che il Piano si prefigge di tutelare.Se è stata effettuata, ad esempio, un’analisi che traduca la realizzazione di tali attività (considerando anche il caso, non escludibile a priori, che le zone in oggetto vengano interessate da tali interventi in tutta la loro estensione) in parametri, quali: numero di strutture da insediare, numero di persone, numero di auto, flussi veicolari, inquinamento, disturbo alla fauna, etc..
  • Se è stata effettuata una valutazione di come le attività previste dalla zonizzazione nell’area a ridosso della fascia demaniale possano impattare negativamente sulla fruibilità pubblica della costa stessa, rischiando di compromettere significativamente quella quota del 60%, apparentemente garantita dal Piano, prevista nelle norme regionali (di questo, in verità, si deve tenere conto nella procedura valutativa avviata e, in particolare, già nel rapporto preliminare di verifica nell’ambito della VAS).

Ringraziando per l’attenzione che sarà dedicata alla presente, porgiamo distinti saluti.

Monopoli, 13 febbraio 2014

WWF MonopoliFabiana Cazzorla 

Terra d’EgnaziaGiambattista Giannoccaro 

#Salvaiciclisti-MonopoliCosimo Micelli

Salviamo il Paesaggio – MonopoliDomenico Di Leo

Movimento naturalMENTE Gianluca Aresta

Comitato Costa Libera Monopoli Giuseppe Selicato